di Mariarosa Rigotti
Burattini protagonisti martedì 23 giugno, alle 21.15, a Piove di Sacco, nell’ambito della 17ma edizione di “Scene di paglia. Specchi d’acqua. Festival dei casoni e delle acque” che si animerà fino al 5 luglio in Veneto. Una proposta che trova spazio in casoni di campagna e laguna, ma anche in idrovore, ville storiche, parchi e centri cittadini. Si tratta, dunque, di proposte in spazi ricchi di fascino, «custodi – evidenziano dal festival – di storie e tradizioni, palcoscenici d’eccezione per le diverse espressioni delle arti performative». E l’appuntamento in questo caso sarà al Casone Ramei, appunto, a Piove di Sacco (in provincia di Padova).
Si applaudirà, in anteprima, “Il conte di Kevenhüller”. Si tratta di un dramma per burattini, servi di scena e una bambola. Un progetto che è risultato vincitore del premio “Otello Sarzi cent’anni dal futuro. Premio Drammaturgia contemporanea e Teatro di Figura”, promosso dalla Fondazione Famiglia Sarzi di Reggio Emilia. Dopo lo spettacolo, la compagnia sarà in dialogo con Cristina Grazioli (docente all’Università di Padova di Poetiche e pratiche delle professioni dello spettacolo; Storia ed Estetica della luce in scena; Teatri di Figure. Storie ed estetiche).
Ma cosa si vedrà in scena? Come viene anticipato, «lo spettacolo è liberamente ispirato all’omonimo testo poetico di Giorgio Caproni che, attraverso brevi quadri, narra di una Bestia antropofaga che minaccia una non ben definita comunità. Fra i rimandi, i noti fatti della Bestia del Gévaudan che nel Settecento, tra aggressioni, omicidi, isteria collettiva e derive occulte, sconvolse il sud della Francia». E, ancora, «la nostra Bestia, talvolta palpabile e altre volte invisibile, presenza sia astratta che concreta, fatta di suoni ma anche di silenzi, appare e scompare in una grande baracca dei burattini che sembra provenire direttamente da una fiera senza tempo. Una forma di cabaret che potrebbe rimandare all’Hellzapoppin, ricco di colpi di scena, di comicità grottesca e momenti di teatro dell’assurdo». Uno spettacolo, evidenziano inoltre dall’organizzazione, che è rivolto a «spettatori di tutte le età, perché la meraviglia del teatro dei burattini è un pharmakon, una cura. La Bestia, infatti, c’è ma non la vediamo mai. Come i cacciatori, anche noi la cerchiamo fuori, mentre forse è dentro noi stessi».
Un lavoro che vede animatori e servi di scena Veronica Ambrosini, Patrizio Dell’Argine, Andrea Peracchi, Dalia Venti; regia collettiva; drammaturgia poetica Andrea Peracchi, Dalia Venti; drammaturgia burattinesca, intaglio burattini e scene Patrizio Dell’Argine; costumi dei burattini e dei servi di scena Veronica Ambrosini; paesaggi sonori Claudio Morganti, tecnico Matteo Vecchi, fotografia Mattia Balsamini. Va, infine, ricordato che si tratta di una produzione Teatro Medico Ipnotico Aps con il sostegno di Centro igiene mentale I Maggio di Colorno (Parma), Festival Nottenera di Serra de’ Conti (Ancona), Europa Teatri (Parma) e Teatro Akropolis (Genova).
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In copertina, una scena dello spettacolo di burattini e all’interno il Casone Ramei.
